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MANIFESTO DELLA GIUSTIZIA COMPLEMENTARE

Il nostro Paese è chiamato a fronteggiare una situazione di grave emergenza, che in ambito giudiziario si è tradotto con il rallentamento -se non con la paralisi- dell’operatività degli Uffici Giudiziari. In questo particolare momento di crisi, gli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie (mediazione, negoziazione assistita ed arbitrato) possono rappresentare utili strumenti in grado di supplire alla impasse della giustizia civile, offrendo risposte celeri ed efficienti alle istanze dei cittadini, delle imprese, delle associazioni e della pubblica amministrazione.

Il Ministero della Giustizia, con la costituzione del Tavolo sulle Procedure stragiudiziali in ambito civile e commerciale nel quale l’Avvocatura è stata chiamata ad essere interlocutore qualificato, si è posto l’obiettivo di pervenire ad un modello moderno ed efficiente per la soluzione dei conflitti, perseguendo non soltanto l’innovazione attraverso la circolazione di nuove pratiche, ma anche la deflazione del contenzioso.

I lavori del Tavolo durante il periodo emergenziale hanno prodotto il “Manifesto della Giustizia complementare della giurisdizione” che attesta che, tra le ADR, in particolare la mediazione e la negoziazione assistita possono rappresentare, in questo momento storico, l’opportunità per far fronte alla sostanziale chiusura del “sistema giustizia” e, quindi, per dare risposte concrete per la tutela dei diritti dei cittadini, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni.

Mediazione e negoziazione assistita sono due strumenti in grado di dare una risposta certa e concreta -e soprattutto celere- ai bisogni dei cittadini (imprese e pubbliche amministrazioni): infatti, se ben utilizzati, sono in grado di comporre rapidamente il conflitto tra le parti, dando così piena attuazione e massima espressione dei diritti della personalità costituzionalmente garantiti.

Non va dimenticato che la negoziazione assistita, così come la mediazione sono procedure già disciplinate e praticate da tempo e che ben si prestano ad essere svolte anche a distanza avvalendosi delle piattaforme che oggi sono diventate familiari per il lavoro, la scuola e il processo. E sono perfettamente compatibili con le misure di distanziamento sociale.
La mediazione e la negoziazione assistita rappresentano, inoltre, una risposta concreta ed efficace perché consentono di analizzare le motivazioni intrinseche del conflitto e lavorano sugli interessi delle parti; come pure per la presenza necessaria degli avvocati e del mediatore professionale - che nella stragrande maggioranza dei casi è anch’egli un avvocato – che mettono tutti a frutto al meglio le loro capacità di analisi e valutazione critica della fattispecie e di negoziazione degli interessi e diritti in gioco.

Appare chiaro che, soprattutto in questo periodo emergenziale, occorre gestire presto e bene le relazioni conflittuali trovando soluzioni adeguate che siano anche capaci in tempi brevi di ripristinare la “pace sociale”. Senza ombra di dubbio, mediazione e negoziazione assistita sono in grado di fornire una risposta idonea al problema.

 La giustizia complementare rappresentata dagli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie, può essere la chiave di volta per superare l’attuale emergenza.
La giustizia ordinaria, attualmente “sospesa” o “rinviata” e che dovrà affrontare le difficoltà di una lenta ripresa e una conflittualità sempre crescente, ha dimostrato tutti i suoi limiti intrinseci (mancanza di personale e di strutture adeguate).
In questo panorama, gli avvocati attraverso gli strumenti di A.d.r. potranno adempiere al loro ruolo di difesa degli interessi del cittadino, anche laddove la giustizia ordinaria arranca.

Il contenzioso, compreso quello che deriva dall’impossibilità o dall’eccessiva onerosità della prestazione che si acuirà in ragione del lockdown - potrà così essere gestito subito, valorizzando gli interessi e trovando soluzioni adeguate alla crisi temporanea del rapporto contrattuale in essere traumaticamente colpito.

E’ per questo motivo che “Il Manifesto”, per la sua semplicità, per il suo messaggio chiaro e condiviso nel mondo giuridico, ossia mettere la mediazione e la negoziazione assistita al servizio dell’emergenza, ma anche per la sintesi dei valori che rappresenta, ha ottenuto il sostegno convinto di molte personalità dell’Accademia, della Giustizia del mondo delle Imprese per il tramite di Unioncamere e dell’Avvocatura con il Consiglio Nazionale Forense e l’Organismo Congressuale Forense.
L’emergenza impone un cambio di prospettiva rispetto alla giurisdizione alla quale la mediazione e la negoziazione assistita non devono più essere considerate alternative ma per l’appunto complementari offrendo una importante opportunità solutoria a chi si rivolge agli operatori della giustizia chiedendo la tutela dei propri diritti, soprattutto nell’ambito civile e commerciale regolando e ripristinando fisiologicamente i rapporti di convivenza quotidiana, di lavoro e personali.

“Il Manifesto” rappresenta un messaggio culturale di una giustizia anche fuori dal processo, alla cui diffusione l’Avvocatura ha lavorato intensamente nell’ultimo decennio, per tali motivi è stato convintamente sostenuto da OCF che vi ha formalmente aderito in applicazione ai deliberati Congressuali di Rimini, Catania e Roma.

Si allega il testo del Manifesto approvato dall’Assemblea di OCF affinché divenga parte integrante di questo documento.

Roma, 16 maggio 2020

Manifesto della Giustizia Complementare alla Giurisdizione

UNA RISPOSTA CONCRETA ALL’EMERGENZA ECONOMICA E SOCIALE

Il nostro Paese è chiamato a fronteggiare una situazione di grave emergenza, che in ambito giudiziario si è tradotto con il rallentamento -se non il blocco- dell’operatività dei Tribunali. Di fronte a questo scenario, la politica della giustizia non può̀ fare a meno di considerare che c’è un modo alternativo per affrontare -e risolvere- alcuni gravissimi problemi che coinvolgono i cittadini, le imprese, le associazioni e la pubblica amministrazione.

Il modo è quello rappresentato strumenti alternativi di risoluzione delle controversie. Si tratta di strumenti alternativi, ma complementari alla giurisdizione che in questo momento di crisi possono Negoziazione e mediazione, pratiche ormai note al nostro ordinamento e ai professionisti del conflitto, da tempo oggetto di incentivi anche a livello europeo, sono la sponda di soccorso e assistenza di tutti quei cittadini e di quelle imprese che hanno bisogno di trovare una soluzione celere per la gestione dei loro conflitti che, se già pendenti presso i giudici del Paese vedranno rinviarne necessariamente l’esito, se ancora non azionati rimarranno senza risposta per lungo tempo.

La negoziazione e la mediazione possono oggi più che mai offrire l’opportunità di una soluzione tempestiva e conveniente per entrambe le parti della lite.

La rinegoziazione di un contratto in condizioni di eccessiva onerosità sopravvenuta o per il sopravvenire di una causa di risoluzione, le controversie di qualsiasi tipo e natura da cui dipendeva la prestazione di una somma di denaro, i rapporti in crisi di natura societaria e commerciale in genere la cui soluzione sarebbe stata decisiva per la riorganizzazione dell’impresa, le relazioni critiche fra la banca e i suoi clienti che richiedono una cura particolare delle possibili condizioni di risanamento, le pretese verso la pubblica amministrazione da parte di cittadini e imprese in attesa di risposta, sono solo una minima parte delle situazioni che, in mancanza di un intervento dedicato e congruo, renderanno la giustizia di questo Paese gravemente insostenibile.

Occorre prendere atto che in un momento come quello che stiamo attraversando abbiamo a disposizione mezzi potenti per la gestione efficiente del cambiamento.

Si può chiedere

• - agli Avvocati di lavorare con convinzione e massimo impegno, considerata la mole del contenzioso, nelle sedi negoziali della composizione bonaria dei conflitti, nell’interesse dei cittadini e delle imprese loro clienti
• - ai Giudici di concedere alle parti delle cause pendenti quello stesso tempo generato dall’inevitabile differimento delle udienze affinché trovino una soluzione secondo i loro interessi, con senso di responsabilità e spirito di collaborazione
• - ai Mediatori di lavorare tanto e bene, portando la loro competente assistenza alle parti del conflitto, in via telematica fino a quando sarà necessario e in presenza appena possibile
• - ai Cittadini tutti di aprirsi al dialogo esercitando la loro capacità di esprimere il disagio, ma anche di proporre soluzioni, affidandosi ai loro consulenti e al ruolo di chi con competenza li guida nella pacifica ricerca dell’accordo

 • - alle Imprese di attivarsi con fiducia e con impegno verso la soluzione delle criticità dei rapporti commerciali, di usare tutta la loro capacità strategica e di visione del futuro per affrontare in modo costruttivo le difficoltà del momento e del post emergenza
• - all’Accademia di compiere uno sforzo ulteriore per offrire una formazione di alto livello adeguata all’esigenza dei professionisti del conflitto di acquisire le più qualificate competenze tecniche in mediazione e negoziazione
• - alla Pubblica Amministrazione di adottare strumenti e pratiche che realizzano la comunicazione efficace e, in particolare, la conquista di fiducia da parte del cittadino
• - al Governo di ascoltare e adottare discipline, prassi e valori a beneficio dei cittadini, dei professionisti, delle imprese, dell’azione pubblica.

L’attuale momento storico, oltre a rivoluzionare le abitudini quotidiane di ciascuno di noi, ha visto fare ampio uso della legislazione d’urgenza.

La normativa emergenziale emanata in questi giorni si è occupata espressamente e per la prima volta contemporaneamente di tutti i settori del sistema Giustizia: civile, penale, amministrativa, contabile, tributaria, penitenziaria, stragiudiziale.

Sia sufficiente segnalare le misure di cui agli artt. 88 e 91 del decreto legge 18/2020 che prevedono, rispettivamente, ipotesi di risoluzione dei contratti in materia di soggiorno e acquisto di biglietti per spettacoli, musei e altri luoghi della cultura, per impossibilità sopravvenuta della prestazione, nonché l’esclusione della responsabilità del debitore in materia di ritardi o inadempimenti contrattuali derivanti dall’attuazione delle misure di contenimento.

Entrambe le misure determineranno un elevato grado di contenzioso o comporteranno una diversa gestione del contenzioso già in essere.

Al fine di evitare un ulteriore rallentamento del servizio Giustizia a causa del contenzioso di natura emergenziale, è sicuramente utile e opportuno affidarne la gestione, per quanto possibile e nel rispetto della legge, alla pratica dell’autonomia privata assistita da professionisti competenti e dal mediatore dei conflitti, cioè nella sede ove è possibile il confronto costruttivo delle posizioni e degli interessi e il perseguimento di soluzioni strategiche a vantaggio di tutte le parti.

In tal senso, la mediazione civile e commerciale e la negoziazione che negli ultimi anni, pur con difficoltà, hanno contribuito a migliorare la gestione delle fasi patologiche dei rapporti giuridici, nonché a ridurre il contenzioso giudiziale, possono essere strumenti di potente ausilio nell’attuale processo di regolamentazione emergenziale.

Da non sottovalutare, inoltre, l’indiscussa efficacia della mediazione come collante sociale, non solo per la riattivazione di una comunicazione interrotta fra le parti del conflitto, ma anche per la generale condivisione dei valori dell’autonomia, della consapevolezza e della responsabilità, volano di rinascita delle relazioni sociali.

 La coesione sociale è l’esito tipico della mediazione, la grande sfida del nostro impegno, il presupposto della rinascita anche economica del Paese.

La pratica della mediazione potrà essere l'antidoto per disinnescare l'inevitabile esacerbarsi dei conflitti in un tessuto sociale profondamente lacerato.

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